Il Manifesto salvato dal crowdfunding

Finanziamento della folla, crowdfunding, ovvero la possibilità, recentemente anche condificata da un regolamento della Consob che punta a reperire risorse finanziarie per un progetto attraverso gli strumenti della rete e, in qualche misura, parcellizzando gli investimenti. Sono 41 le piattaforme che in Italia permettono (o permetteranno visto che 14 di esse sono ancora in fase di lancio) di avviare una vera e propria campagna di crowdfunding: Un fenomeno che segue i ritmi di sviluppo internazionali, con gli Usa a rappresentare la metà del mercato globale, e che sta modificando le modalità di ricerca delle risorse finanziarie.

Un panorama effervescente secondo gli analisti del settore (sul piano economico e di business ma anche sotto il profilo tecnologico). 

I progetti che attraverso il web hanno chiesto piccole somme alla “folla” sono 52mila, ma solo 15mila sono stati approvati e pubblicati. Quanti hanno successo? Poco più della metà quando prevedono un prestito, poco meno della metà quando chiedono una donazione, solo un quarto quando viene offerto un “premio” in varie forme . Comunque in Italia sono stati già raccolti 23 milioni, di cui 11 nell’ultimo anno. Quindi c’è un milione che ogni anno passa via web dalle tasche di piccoli investitori alle iniziative di associazioni, start up e aziende. Un’alternativa interessante alle ristrettezze del sistema bancario, ma ancora tutta da strutturare e consolidare.

Tra le 52mila aziende c'è anche il quotidiano "Il Manifesto" che ha realizzato, con questi strumenti, nuovo sito web e ad una applicazione per dispositivi Android.
 
La cifra da raggiungere era di 40 mila euro e il primo novembre scorso il giornale diretto da Norma Rangeri ha raggiunto tale somma, addirittura superandola.
 
Sono stati 3675 i donatori e più di 46 mila euro i soldi raccolti che consentiranno alla storica testata, più volte sul punto di chiudere negli ultimi anni, di rinnovare la propria offerta digitale per dispositivi mobili.
 
Già oggi è possibile leggere Il Manifesto su device Apple, presto lo sarà anche su apparecchi dotati di altri sistemi operativi, per una presenza in rete più forte e diffusa.
 

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